mercoledì 30 maggio 2012

Crème brûlée agli asparagi

Riscoprire la magnifica esperienza del mangiare...
Gustare la pienezza di molte piccole porzioni, 
assaporare la mescolanza dei sapori che si corteggiano e si abbracciano, 
si stringono e si allontanano in una saporita danza ricolma di sorprese.
Apprendere un nuovo modo di utilizzare il proprio senso del gusto,
accostare ciò che non avresti mai pensato potessere avere un senso nella tua bocca,
sperimentare segreti sapori dal cui sensazionale incontro ne scaturisce un'incredibile sensazione di ricchezza.
E riuscire a cogliere nella ricercatezza non troppo fastosa della pietanza la passione di chi l'ha creata, e con estrema e sincera gioia, poterne essere partecipe.

domenica 6 maggio 2012

binari

Indietreggia correndo il treno sul binario, scorre sul tracciato orizzontale d'acciaio ormai scurito dall'usura dei molteplici viaggi. 
Corre indietro, e davanti al mio viso sfilano palazzi, distese piane di campi, alberi, campanili, ombrelli, terrazzi ricolmi di piante, campi da gioco, finestre aperte e porte chiuse...
Davanti ai miei occhi galleggiano nel cielo grigio le nuvole cariche di pioggia, sfrecciano i pali dell'elettricità con una ritmicità cadenzata e quasi ipnotica, acquistano quasi dimensioni infinite le risaie che sembrano giocare tra loro con una schematica geometricità.
Avrei dovuto prendere questo treno per te, avrei voluto prendere un treno per noi, avrei voluto guardare il paesaggio aprirsi ai miei occhi con, nel cuore, la sola speranza di vederti.
Avrei voluto incantarmi sui fili elettrici abbandonandomi alla certezza di aver fatto tutto il possibile, di averci provato, di non aver rinunciato.
Avrei voluto rimanere incantata a guardare i raggi del sole sulle risaie con te.
Forse se solo avessi tentato, avrei potuto parlarti dell'ombra del nostro treno sul campo color grano, illuminato dalla strana luce di un'umida giornata piovosa di inizio maggio.
Ma tu, probabilmente non saresti stato ad aspettarmi, non avresti visto niente di quello che io vedevo, non avresti colto il riflesso del sole sull'acqua....
Probabilmente non mi avresti ascoltata.
Non mi avresti capita ed io non avrei capito te.

Lascio il mio sguardo posarsi sulle montagne che cominciano a delinearsi in lontananza, lascio che questi si abitui alla vista senza mai perdere la sorpresa di scoprire vette ancora imbiancate da un ombra di neve, e infine lascio che si perda, si abbandoni, e si ritrovi nel mistero della lontananza.

Io adesso sono arrivata.

sabato 7 aprile 2012

Pioggia

Qualche volta, la sera, stretta già nel tiepido abbraccio delle coperte, le parole riescono a prendere una forma, riescono a seguire una certa logica; ogni volta mi riprometto di ricordarle così come sono, nel loro ordine, nella loro docile forma, con semplicità.
Poi arriva il mattino ricordo a malapena le parole separate le une dalle altre, ma l'ordine è sparito così, di colpo, lasciando dietro di sè nient'altro se non uno strano gusto amaro in bocca di un giovane caos appena rinato.


Gusti sospirati,
Emozioni tanto agognate,
e sull'acqua la luce si riflette brillante come una fredda stella.

lunedì 19 marzo 2012

cemento


Il muro, imponente per statura e consistenza, resta lì, immobile, freddo, infinito .
Il muro è lì da quando è stato eretto
ed io non ho mai smesso di guardarlo.
Ferma di fronte a lui, l'ho scrutato, l'ho interrogato, l'ho scoperto;
ho tentato di convincerlo a cedere, a cadere;
ho cercato di buttarlo giù, con la sola forza di volontà,
ma non è sparito.
Il muro grigio, cupo, triste, pesante, compatto,
non ha cambiato sembianze,
non è crollato,
è rimasto intatto.
Al di là invece, ciò che resta è andato via via sbiadendosi,
lasciando il posto ad un'illusione,
ad una sagoma dettagliata che ha ben poco a che fare con la realtà.
Io da una parte,
l'ombra che ha abbandonato il suo padrone dall'altra,
ed in mezzo una parete che si staglia verso un cielo color cemento...
Non resta nient'altro.

domenica 11 marzo 2012

Scorpione

Divertente come sempre l'oroscopo dell'Internazionale, per questa settimana mi suggerisce di essere follemente saggia e saggiamente folle.
Esiste, a quanto pare, una follia indispensabile e una superflua; resta il dubbio su come riuscire a distinguere l'una dall'altra...i suggerimenti sono vaghi, provengono da un pubblico variegato ma non troppo fantasioso.
Così, pur restando nell'indecisione di quale sia la scelta migliore, scelgo di tenermi in equilibrio fra la pura follia di chi è saggio e salute mentale di chi invece non lo è.

lunedì 27 febbraio 2012


Una calda brezza che odora di una primavera in leggero anticipo sui tempi,
qualche raggio di sole scalda i volti della gente in strada,
e di colpo sembra che in ogni cosa scoppi un colore.
Gli occhi dei bambini si colorano di verde, come la speranza che riempie il loro sguardo;
le braccia delle loro madri di arancione, come l'emozione che provoca in loro la vista dei figli;
le mani degli innamorati di rosso, come la sensazione che li fa stringere in un tiepido abbraccio;
i sorrisi degli anziani sulle panchine di giallo, come il ricordo dei vecchi tempi ormai andati;
i piedi dei giovani di azzurro, come il cielo sul quale camminano.
E poi quella ragazzina, resta solitaria, come pensierosa, nell'ombra di un grande palazzo nel centro della città, travolta dalla tempesta dei colori che le circolano vorticosamente intorno; è visivamente spaesata, finchè non riesce a cogliere il significato di tutto e cominciando a ruotare su se stessa sente salire dal terreno una strana emozione violacea che sopraffacendola la avvolge completamente.

domenica 19 febbraio 2012

Crescere

Era partita, ancora una volta aveva deciso di lasciarsi alle spalle ciò che era passato e se n'era andata. Almeno, lei era convinta che fosse stato così.
Aveva scelto di cercare di meglio, di aspirare a qualcosa di più, aveva abbandonato tutto per un altro posto dove sarebbe stato il suo futuro.
Questa volta era stata una decisione dettata dal desiderio di trovare la propria strada, non voleva andare alla cieca, aveva uno scopo ben preciso in mente e voleva raggiungerlo.
Aveva in corpo una gran voglia di scoprire ciò che l'aspettava e questo l'aveva portata via; non erano servite le belle parole, non era bastato il cuore in gola in mezzo ad una vigna d'estate, nè il tremore alle gambe, nè quanto meno le farfalle nello stomaco...o forse tutto questo aveva solo agevolato la partenza, dando ad ogni cosa il velato aspetto di una fuga leggermente sospetta.
Sapeva che cominciare una nuova vita altrove avrebbe voluto dire eliminare ogni gesto abitudinario che fino ad allora aveva portato avanti, radere al suolo ogni manualità, ogni quotidianità per ricostruire ogni cosa dal principio. Ed era stato esattamente questo a renderla ancora più entusiasta della sua nuova sfida verso se stessa. Tutto questo era stato eccitante, emozionante, vissuto con passione finchè non si era creata una nuova abitudine, un nuovo insieme di gesti automatici e quotidiani. Di colpo sembrava essere apparsa di fronte a lei la strada che aveva sempre progettato, quella che le avrebbe procurato soddisfazione personale e professionale, quella che non le avrebbe fatto smettere di sognare, di imparare, di provare immensa passione e costante sorpresa per ciò che la circondava. Finalmente sembrava aver trovato la propria strada, il proprio percorso da seguire e la serenità le aveva illuminato gli occhi per qualche istante...poi di colpo si era accorta di aver perso se stessa. In questo gioco di fughe, forti emozioni, adrenalina, giochi, scherzi, tentativi, ostacoli, si era persa nel labirinto di se stessa e non riusciva più a trovarsi.
Aveva perso se stessa lungo la strada che avrebbe voluto percorrere e in qualche strano frammento di tempo tentava di cercarsi in quella che era ieri: nei giorni di luglio in cui la pioggia le aveva bagnato i baci, nei giorni di agosto in cui il tiepido vento della notte le aveva scaldato il cuore, nei giorni di settembre in cui aveva lasciato un ultimo saluto sulle mura della città.
Non si sarebbe trovata nè lì, nè in nessun altro posto dietro le sue spalle; avrebbe dovuto invece cominciare a guardarsi intorno, a cogliere la bellezza nei piccoli dettagli di ciò che la circondava quotidianamente...solo allora si sarebbe trovata, forse seduta sulla neve, forse sorridendo tra le bandiere bianche e rosse, forse camminando la notte tra le luci di una città sorprendentemente bella, forse semplicemente guardando oltre il suo volto riflesso nello specchio la mattina...
Forse solo allora sarebbe stata capace di trovarsi.