domenica 5 febbraio 2012

ombre

Sabbia fredda e umida,
immobile di fronte al tramonto lascio che l'acqua gelida mi bagni i piedi nudi.
Melensa al punto da essere nauseabonda la scena dello sguardo che si perde nel tramonto,
ma il ricordo del mare d'inverno resta la promessa più bella mai mantenuta.
Lei sta dietro di me, scura in volto, distesa coraggiosamente tra i relitti accasciati per la stanchezza, resti di tristi conchiglie, mozziconi di sigarette e frammenti di bottiglie; è silenziosa, forse pensa a quando, tempo fa, avevamo promesso di mostrati quale fosse la magia del mare.
Lei ti vorrebbe qui, adesso.
Io resto ferma, col volto illuminato dal riverbero del sole sull'acqua, a guardare il vuoto.
Siamo sole, io e lei.


giovedì 2 febbraio 2012

Costruire...



Cosa fai?
Mi guardo intorno, imparo, mi lascio sorprendere, domando...
Ma esattamente cosa fai?
Tento di lasciar andare tutte le mie certezze e presunte conoscenze per permettere ai sensi di avvolgermi completamente e prendere il sopravvento.

Vista:
Vedo intorno a me un'umanità estremamente grande, ampia, ricolma di contraddizioni, vite vissute, esistenze perdute; mi ritrovo catapultata in un mondo che pensavo mi appartenesse già, almeno in parte, o di cui pensavo aver appreso alcuni meccanismi basilari.
Vedo donne fragili, piccole, grandi, giovani, meno giovani, indifese, forti, coraggiose, enormemente coraggiose.
Vedo vite incontrarsi, giovani vite perdersi; la forza del legame tra compagni di viaggio, la potenza del sostegno di un compagno accanto nei momenti dolorosi e non solo.
Vedo la pazienza, la paura, l'immensa felicità, lo sconforto, la tristezza, il ricongiungimento e l'abbandono.

Udito:
Ascolto e apprendo un nuovo modo di parlare, di rivolgersi a chi ti sta intorno, adesso che gli altri ti guardano con occhio di rispetto, per la divisa che indossi e il fonendoscopio che tieni in tasca...
Un po' mi scappa la risata, un po' rifletto sulla potenza del ruolo che ti viene attribuito (cui basta un rapido colpo d'occhio). Quanto assurdi possono essere gli status che indossi tra le pieghe della società.
Ascolto il cadenzato ritmo del cuore e mi chiedo quanto possa essere doloroso non poterlo più sentire, e faccio silenzio.
Ascolto parole di conforto, ma ascolto anche sentenze sconcertanti, di chi in stanza d'ospedale non vuole avere la compagnia di una straniera, giudicando a priori prima di conoscere la persona con cui potresti condividere tempo, emozioni e paure.

Olfatto:
Clorexidina, Betadine, garze sterili...
Poi arriva alle narici il morbidissimo odore della pelle del neonato, che se ne sta nella culla soffice come nuvole e di un'estrema e incredibile dolcezza. E' un odore che non ha definizione, ti riempie le vie respiratorie dal principio fino all'angolo più profondo dell'anima; non si riesce a descrivere, è superiore, ha un'equilibrio che, al primo impatto, sembrerebbe impossibile da creare. Sicuramente non ha simili, nè potrà mai essere ricreato; sembra mescolare la candidezza del latte alla fuidità della crema di mandorle, un pizzico di sapore materno e il tutto effettivamente smorzato da quello che pare un naturale calore corporeo.

Tatto:
Sensibilità nel toccare persone sconosciute, rispettando i loro corpi, le loro necessità, le loro credenze e i loro costumi.
Quante cose si scoprono appena sfiorando un braccio; il dolore altrui nel premere su una ferita o nel dover usare un ago...
L'immensità che pervade tutto il corpo percependo con le mani un ventre che appare in qualche modo vivere di vita propria. Percepire sui polpastrelli caldi premuti con delicatezza lungo le curve di un addome ricolmo di vita, un'esistenza parallela alla distanza di due dita dalle tue giovani estremità.
Tutto questo a volte sembra riempirmi di una ricchezza assolutamente irraggiungibile altrimenti; è una ricchezza unica e sorprendentemente potente che talvolta ha la capacità di darmi la forza di aprire un largo e sincero sorriso alla fine di una settimana pesante, o ancora riesce a provocarmi un tuffo al cuore durante il quale gli occhi si riempiono di lacrime di gioia.

Gusto:
Si perde nell'intensità di tutti gli altri sensi e tace placido.


Mi guardo intorno, vedo, sento, odoro e tocco...
Sono sensazioni potenti che mi riempiono il cuore.



sabato 28 gennaio 2012

Cos'è il rispetto?
Cosa significa rispettare l'altro? Ignorarlo? Forse lasciargli il suo spazio?
Rispettare è forse un gioco di sguardi nel quale la partita rimane perennemente su un equilibratissimo pareggio?
O forse è darsi fiducia l'uno l'altro, nella speranza che questa si evolva e diventi quello che è il gesto altruista per antonomasia?

Ma quando, per un evento fortuito le nostre strade si incontrano di nuovo, ecco che mi trovo a cercare il tuo sguardo,
non lo trovo.
Lo cerco perchè voglio che tu, guardandomi negli occhi, mi aiuti a sostenere il peso di questo rispetto reciproco, che ci siamo imposti per proteggerci a vicenda.
Lo cerco perchè ho bisogno che tu lo sostenga e tu mi permetta di credere in quello che faccio.
Ho bisogno che tu sostenga il mio sguardo perchè così saprò che sarà stata la scelta giusta.

Non so quanto sia stata ignorata, quanto i miei sguardi non siano stati ricambiati per rabbia, frustrazione, o autoimposizione.
Forse come io ho bisogno che i miei occhi non guardino il vuoto senza risposta, i tuoi con altrettanta voglia, necessitano di essere liberi dai vincoli che ti possono venir imposti.
Hai bisogno di proteggerti tanto quanto me, ma anche in questo, a quanto pare, le nostre rette corrono su piani effettivamente diversi.

Forse andare avanti vuol dire anche questo,
lasciarti andare e costringermi ad affrontare il resto da sola.

venerdì 29 luglio 2011

restare...

"C'è chi viaggia sempre e non parte mai, avvolto in un bozzolo di pregiudizi. C'è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare. C'è chi parte e viaggia e c'è chi non parte e non viaggia...il mio cuore è col viaggiatore, non sono nè così saggio nè così malato da star bene solo dove sono nato, dove vivo." Andrea Bocconi

lunedì 21 giugno 2010

rientro...





Tra una settimana saró a casa, casa?
dov´é la mia casa? casa é un edificio? é un insieme di persone, luoghi, emozioni? casa puó essere il mondo?
dopo 11 mesi combattendo per una vita mia, affrontando gli ostacoli, le difficoltá...dopo 11 mesi di vita nel mondo, torno...torno a casa? si!
niente sará lo stesso, nessuna emozione potrá essere comparata, sará bellissimo e estremamente triste, sará una nuova sfida che dovró affrontare, sará l´inizio di un´altra vita...
ma qualcuno mi ha chiesto se voglio davvero lasciarmi alle spalle questa?
non importa, ´´fine´´ é stato scritto prima che tutto cominciasse, e io non posso farci niente...
ma io voglio lasciare queste amiche?voglio lasciare questa famiglia?voglio lasciare questo amore?voglio lasciare questi profumi, sapori, emozioni?
forse, o forse no...


domenica 11 aprile 2010

mi chiedo...

Come sará quanto saró tornata...
so che sará bellissimo, svegliarmi con il tuo bacio e avere, domenica mattina, il riassunto della tua settimana guardandoti seduta sul mio letto...
sará bellissimo, sentire tutti quei profumi familiari dopo tanto tempo;
sará bellissimo rincontrare quella magia che appartiene solo a casa...
e sará bellissimo, un giorno guardare il cielo, vedere quel gioco di colori e pensare a quella sera, con mia sorella nella concha (conchiglia), ascoltando un gruppo cantare la canzone dell´oro nascosto alla sorgente dell´arcoiris (arcobaleno)...
sará bellissimo...

giovedì 8 aprile 2010


le tre sorelle


er coco te conija...
live da Campo Grande
´´ Cantina Romana´´




Sapori italiani in terra brasiliana!



il buon vino della mia terra

le mie belle sorelle


la famiglia riunita


ricordi di una vecchia cucina


quella bella campagna di vigneti parte della mia infanzia...